
Gemona del Friuli è menzionata per la prima volta da Paolo Diacono nell’Historia Langobardorum, per essere uno dei castelli,
che nel 611 erano ritenuti, dai Longobardi, inespugnabili dagli Avari invasori.
I ritrovamenti archeologici documentano però che le sue origini sono molto antiche: il primitivo insediamento si sviluppo lungo
il tracciato viario pre‑romano, attorno al colle del castello.

Fu libera comunità con propri statuti già dalla seconda metà del XII secolo e sotto il Patriarcato aquileiese, nei secoli XIII e
XIV, per la sua posizione strategica, prosperò come centro di servizi ai traffici commerciali, tra le regioni italiane e l’Europa
danubiana e grazie al privilegio del Niederlech (=scaricamento). Tale concessione faceva obbligo ai mercanti di scaricare le merci in
appositi luoghi, di pernottare e, all’indomani, dopo il pagamento di un dazio e la marcatura delle merci, di riprendere il
viaggio. Lo sviluppo delle attività legate ai traffici internazionali (dall’artigianato all’ospitalità, dai servizi finanziari a
quelli logistici) fece prosperare notevolmente l’economia cittadina e Gemona divenne una delle comunità più rilevanti del ducato
friulano: un centro urbano ricco di fermenti artistici e culturali, abbellito da chiese, palazzi e case signorili, difeso da una
grande cinta murata da cui svettava l’antico castello.
Nel corso della sua storia Gemona subì numerosi attacchi e assedi (celebre quello del duca di Carinzia nel 1261) e si trovò più
volte coinvolta in azioni belliche, soprattutto contro la cittadina rivale di Venzone. L’età d’oro di Gemona si concluse ben
presto: già nel XV secolo, dopo la sottomissione della Patria del Friuli alla Serenissima (1420), ci fu una diminuzione dei
traffici, determinando quella decadenza che si sarebbe tramutata in vera e propria crisi economica nei secoli successivi.
L’economia gemonese ha ripreso forza a cominciare dal secondo dopoguerra, grazie alla creazione di importanti realtà industriali,
commerciali e di servizio.

Divenuta tristemente nota in tutto il mondo come la capitale del terremoto del 1976, Gemona è ora il simbolo della rinascita
del Friuli: la città si presenta oggi completamente rinnovata nel suo aspetto architettonico, singolare intreccio di linguaggi
innovativi e di riproposizioni legate alla tradizione.
Negli ultimi anni la cittadina sta crescendo anche turisticamente grazie alle peculiarità storico-artistiche e naturalistiche
che offre ed ai numerosi eventi e manifestazioni che vi vengono annualmente organizzati.